mercoledì, 20 Maggio 2026
Cittadinanza italiana per discendenza: il Tribunale di Bologna riconosce il diritto anche dopo il Decreto Tajani
Il Tribunale di Bologna, con sentenza n. 3335/2026 del 17 aprile 2026, ha riconosciuto la cittadinanza italiana per discendenza a una famiglia di 11 richiedenti, inclusi discendenti di 2ª, 3ª e 4ª generazione, confermando che il diritto può essere tutelato anche nel nuovo quadro normativo introdotto dal Decreto Tajani.
Cosa è successo a Bologna
Il 17 aprile 2026, il Tribunale Ordinario di Bologna ha emesso la sentenza n. 3335/2026, riconoscendo la cittadinanza italiana jure sanguinis a favore di una famiglia composta da 11 ricorrenti
Il procedimento era stato avviato il 17 maggio 2025, dopo l’entrata in vigore del Decreto-Legge n. 36/2025 (convertito nella Legge n. 74/2025), noto come Decreto Tajani, che ha profondamente modificato le procedure per il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza.
Il dato più rilevante: il riconoscimento ha riguardato discendenti fino alla quarta generazione, nell’ambito dello stesso nucleo familiare.
Chi era coinvolto nel caso
I ricorrenti avevano tentato, prima di avviare il procedimento giudiziario, di presentare domanda di riconoscimento della cittadinanza attraverso le competenti autorità consolari italiane, in particolare i Consolati italiani di Houston e Miami. Non avendo tuttavia ottenuto alcuna possibilità concreta di accedere a una risposta tempestiva o di fissare un appuntamento, si erano trovati di fronte a quello che il Tribunale stesso ha definito una “paralisi di fatto del sistema”. Solo a seguito di questa impossibilità oggettiva avevano avviato il procedimento giudiziario.
Il quadro normativo: il Decreto Tajani
Con il Decreto-Legge n. 36/2025 (Legge n. 74/2025), il legislatore italiano ha introdotto limitazioni significative al riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis per i nati all’estero in possesso di un’altra cittadinanza.
Le nuove disposizioni dell’art. 3-bis della Legge n. 91/1992 prevedono, tra le condizioni per accedere al riconoscimento, che il richiedente:
- abbia presentato una domanda (amministrativa o giudiziaria) entro il 27 marzo 2025;
- abbia prodotto documentazione collegata a un appuntamento consolare confermato entro quella data;
- oppure ottenga il riconoscimento giudiziario nel rispetto del nuovo quadro normativo.
Il Tribunale di Bologna ha esaminato il caso proprio all’interno di questo framework restrittivo, confermando l’applicabilità della riforma al procedimento in questione.
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Come il tribunale ha interpretato la legge
Il punto centrale della sentenza riguarda l’interpretazione del requisito di formalizzazione della domanda entro il 27 marzo 2025. I ricorrenti non disponevano di un appuntamento consolare confermato entro quella data, ma avevano documentato in modo sistematico i propri tentativi di accedere alla procedura amministrativa.
Il Tribunale ha accolto la tesi secondo cui il riconoscimento rimane giustificato quando il richiedente abbia manifestato chiaramente la propria intenzione di presentare domanda, pur non avendo potuto formalizzarla per cause indipendenti dalla propria volontà.
Sul piano della discendenza, il Tribunale ha verificato:
- la linea di discendenza ininterrotta dall’avo italiano;
- l’assenza di rinunce alla cittadinanza italiana da parte degli ascendenti;
- la piena sussistenza dei requisiti sostanziali per la trasmissione jure sanguinis.
Il riconoscimento è stato esteso a tutti gli 11 richiedenti, inclusi i discendenti di quarta generazione.

Il riferimento alla Corte Costituzionale
Nella propria motivazione, il Tribunale ha richiamato espressamente il comunicato della Corte Costituzionale del 12 marzo 2026, relativo alle questioni di legittimità costituzionale sollevate a seguito della riforma. La Corte aveva dichiarato alcune censure parzialmente infondate e parzialmente inammissibili. Il Tribunale di Bologna ha inserito la propria decisione all’interno di questo quadro costituzionale in evoluzione.
Cosa significa per chi non ha ottenuto l’appuntamento consolare?
Questa sentenza ha implicazioni concrete per chi si trova in una situazione simile a quella dei ricorrenti. La decisione conferma che il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza può essere ottenuto per via giudiziaria anche dopo il Decreto Tajani, se ricorrono le seguenti condizioni:
- I richiedenti avevano espresso con chiarezza la propria intenzione di presentare domanda prima del 27 marzo 2025;
- L’accesso alla procedura consolare era oggettivamente precluso, indipendentemente dalla volontà del richiedente;
- I requisiti sostanziali per la trasmissione della cittadinanza jure sanguinis sono pienamente soddisfatti.
Importante: questa sentenza non modifica il profilo di rischio generale per le nuove domande.
Ogni caso dipende dalle specifiche circostanze fattuali e procedurali.
Una valutazione legale individualizzata rimane indispensabile.
FAQ sulla cittadinanza italiana per discendenza dopo il Decreto Tajani
Posso ancora richiedere la cittadinanza italiana se mio nonno era italiano?
Sì. Il diritto alla cittadinanza italiana per discendenza (jure sanguinis) rimane accessibile se hai un nonno nato in Italia. Il Decreto Tajani ha introdotto nuovi requisiti procedurali, ma non ha eliminato il diritto sostanziale. La via giudiziaria è ancora percorribile in presenza dei requisiti necessari.
Il Decreto Tajani ha eliminato la possibilità di richiedere la cittadinanza italiana per via giudiziaria?
No. La sentenza del Tribunale di Bologna del 17 aprile 2026 conferma che i tribunali italiani possono ancora riconoscere la cittadinanza jure sanguinis per via giudiziaria, anche nei casi rientranti nel nuovo quadro normativo, quando le condizioni previste dalla legge sono soddisfatte.
Cosa succede se non ho ottenuto un appuntamento al consolato prima del 27 marzo 2025?
Il Tribunale di Bologna ha stabilito che la mancanza di un appuntamento consolare confermato non preclude automaticamente il riconoscimento, se il richiedente può dimostrare di aver manifestato concretamente la propria intenzione di presentare domanda e di non aver potuto farlo per cause oggettive, come la paralisi del sistema di prenotazione consolare.
Fino a quale generazione si può richiedere la cittadinanza italiana?
Il caso deciso dal Tribunale di Bologna ha riconosciuto la cittadinanza a discendenti fino alla quarta generazione. Il requisito di Aprigliano Law Firm è che il discendente abbia un nonno nato in Italia. Per generazioni precedenti il quadro normativo è più complesso e richiede una valutazione specifica.
Quanto tempo richiede un procedimento giudiziario per la cittadinanza italiana nel 2026?
I tempi variano in base al Tribunale competente e alla complessità del caso. In linea generale, un procedimento giudiziario richiede da uno a tre anni. È quindi importante agire tempestivamente per evitare ulteriori restrizioni normative.
Cos’è il Decreto Tajani sulla cittadinanza italiana?
Il Decreto Tajani (Decreto-Legge n. 36/2025, convertito nella Legge n. 74/2025) ha introdotto nuove limitazioni al riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis per i nati all’estero con doppia cittadinanza. Ha fissato il 27 marzo 2025 come data limite per la presentazione delle domande nell’ambito del previgente sistema, e ha modificato l’art. 3-bis della Legge n. 91/1992.
Valuta il tuo caso
Il quadro normativo sulla cittadinanza italiana per discendenza continua a evolversi. La sentenza del Tribunale di Bologna dimostra che, anche in un contesto di riforma, i diritti dei discendenti italiani possono essere tutelati con il supporto legale adeguato.
Aprigliano Law Firm assiste cittadini stranieri in tutto il mondo nei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, incluse le cause giudiziarie successive al Decreto Tajani.
Se non hai ottenuto un appuntamento consolare prima del 27 marzo 2025, o se hai già un procedimento in corso, il momento giusto per valutare la tua posizione è adesso.
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